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Lucio Battisti - Eppur mi son scordato di te [by Patty Pravo] (drum sheet music)

Lucio Battisti - Eppur mi son scordato di te [by Patty Pravo] (drum sheet music)

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🇮🇹

Titolo: Eppur mi son scordato di te (versione Patty Pravo)
Artista: Patty Pravo
Album: Una donna da sognare (1978)
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Genere: Pop / Soft Rock / Canzone d’autore
Durata: ~4:00
Etichetta: RCA
Produzione: Gaetano Ria

Identità sonora:
La versione di Patty Pravo trasforma il brano in un confessionale elegante e sensuale. Rispetto all’interpretazione originale più asciutta e diretta, Patty veste la canzone di un’aura sofisticata, avvolgente, quasi vellutata.
La sua voce — profonda, notturna, con un vibrato controllato — conferisce al pezzo una fragilità magnetica, sospesa tra malinconia e desiderio. È una reinterpretazione che non copia: reinventa.

Significato e narrazione:
Il testo racconta un’emozione irrisolta: l’incapacità di lasciar andare un amore nonostante il tempo passato. Mogol scrive con lucidità spiazzante: l’ammissione di essersi “scordato” dell’amata è una bugia emotiva, un tentativo di proteggersi da un dolore ancora vivo.
Patty Pravo enfatizza questa ambivalenza, cantando come se ogni frase fosse un ricordo che riaffiora con delicatezza ma anche con peso. L’intero brano diventa un dialogo interiore, un aut aut fra orgoglio e nostalgia.

Architettura musicale:
L’arrangiamento è morbido e più orchestrale rispetto alle versioni maschili del repertorio battistiano. Tastiere vellutate, archi, chitarre pulite e un basso rotondo danno alla canzone un carattere intimo ma solido, quasi da ballad adulta.
La struttura segue la forma originale ma si apre con più aria, più respiro, più spazio per la voce e per l'espressività emotiva.

Atmosfera strumentale:
La produzione è elegante, rifinita, quasi cinematografica.
Le chitarre sono soffici, il pianoforte dialoga con la voce come un confidente, gli archi sostengono i climax senza mai esagerare.
L’ambiente sonoro richiama un salotto raffinato, luci basse, toni caldi: un luogo fisico ma anche mentale in cui si affrontano i fantasmi dei sentimenti passati.

Groove e batteria:
Il lavoro ritmico è sobrio, controllato, profondamente funzionale al mood emotivo del pezzo.

  • La cassa pulsa leggera, più una presenza che un’imposizione.

  • Il rullante è morbido, spesso giocato su colpi tenuti e suoni ovattati.

  • I piatti sono dosati come pennellate di luce, piccoli bagliori.

Il groove è un slow-pop raffinato, con un tocco “adult contemporary”.
Per un batterista, il brano rappresenta un eccellente esercizio di sensibilità, respiro, microdinamiche e capacità di seguire la voce senza dominarla. È una lezione di eleganza.

Impatto artistico:
L’interpretazione di Patty Pravo ha dato al brano una nuova luce, confermando la sua abilità unica nel reinterpretare classici italiani con personalità fortissima.
La sua versione è considerata una delle più intense e mature, capace di unire pathos, stile e una profondità femminile che amplia il significato originario del testo.


🇬🇧

Title: Eppur mi son scordato di te (Patty Pravo version)
Artist: Patty Pravo
Album: Una donna da sognare (1978)
Songwriters: Lucio Battisti, Mogol
Genre: Pop / Soft Rock / Italian Singer-Songwriter
Length: ~4:00
Label: RCA
Producer: Gaetano Ria

Sound identity:
Patty Pravo’s version reshapes the song into an elegant, sensual confession.
Her warm, nocturnal voice brings a dramatic, emotional sophistication that differs markedly from the more straightforward Battisti interpretations. Everything becomes slower, deeper, more introspective.

Meaning and narrative:
The lyrics speak of unresolved feelings — the inability to forget a past love despite the passing of time.
Patty Pravo delivers each phrase as if it carried the weight of a long-buried memory resurfacing. The song becomes a dialogue with oneself, marked by nostalgia, pride and vulnerability.

Musical architecture:
The arrangement embraces orchestral colors, soft keyboards and silky guitars, giving the track a refined “adult ballad” atmosphere. The structure remains faithful to the original but with expanded emotional space and softer dynamic transitions.

Instrumental atmosphere:
The soundscape is cinematic and intimate.
Strings support emotional peaks, piano shades the harmony with tenderness, and the overall production frames Patty’s voice like a spotlight in a dimly lit room. Elegance dominates every choice.

Groove and drum approach:
The drum part is delicate and extremely tasteful.

  • Light kick patterns set a gentle pulse.

  • The snare is muted, warm, understated.

  • Cymbals shine in tiny accents, never overwhelming.

The groove is slow, emotional and uncluttered — a perfect foundation for vocal storytelling.
For drummers, this song is a masterclass in restraint, dynamic control and emotional accompaniment.

Artistic impact:
Patty Pravo’s rendition is widely praised for its interpretative depth and elegance. She doesn’t merely cover the song — she redefines its emotional landscape, bringing a distinctly feminine and introspective layer to a Battisti classic.

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